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RE: Prima delle ombre, la mia vita a colori ITA/ENG

in #ita13 days ago (edited)

In America latina, area Mercosur. Scusami se non nomino il paese esatto, anche se anni fa lo facevo. Minima esposizione, come consiglia il nostro caro amico @garlet, dovuta al fatto che il paese dove risiedo attualmente si sta trasformando poco alla volta in una dittatura comunista bella e buona. Lavoro con p. IVA e i guadagni di questi posti li devo portare in dichiarazione dei redditi. Senonchè, le criptomonete sono invise all'attuale disgoverno, che da quando è in carica (e quest'anno ha tutte le chances di venire rieletto) ha scatenato una vera e propria guerra contro il mondo cripto. Il cui risultato è il forte disincentivo a farne uso e a dispetto che perfino le banche private le offrano tra gli investimenti proposti (ma solo bitcoin e forse ethereum). A tanto aggiungiamoci l'ignoranza sul funzionamento delle cripto (figurati che fino a qualche anno fa per l'attuale disgoverno latino, di un'ignoranza stellare sul punto, vigeva il binomio NFT = Axie Infinity) e il risultato è la pressochè impossibilità di lavorare legalmente su queste piattaforme. Per farla breve, dirò che se qui sopra dovessero iniziare a chiedere il KYC, potrei finire con il dover salutare la piattaforma, che al momento uso con parvenza di legalità grazie al DEFI e all'anonimato. Diciamo che l'unica speranza è che l'attuale governo perda le elezioni, ma è una possibilità troppo remota. Ha l'appoggio dei potenti media locali ed è pure forte del fatto che non ha la minima intenzione di mettere mano all'ennesima riforma pensionistica che gli economisti spingono da anni e anni affinchè si metta in atto (il che significherebbe pensione a minimo 70 anni per ambo i sessi: immagina cosa vorrebbe dire in un paese disagiato del terzo mondo).

Ps.: si, avendoci un lavoro non puoi accedere alla pensione di disabilità, è la regola. Ai tempi della mia prima laurea, studiavo con tanti ragazzi disabili, tra cui proprio due non vedenti. Tutti percepivano la pensione grazie allo status di studenti (e nelle loro condizioni era impensabile fare gli studenti lavoratori come la maggior parte di noi in quello specifico ateneo). Vivere fuori città purtroppo non aiuta in svariate situazioni. C'è sempre bisogno dell'auto come il pane per ogni minimo spostamento